ArtsLife Redazione (2018) L’ardesia di Zero, la luce di Gardina. Maverick, doppia personale a Brescia

Due uomini legati da passione, amicizia e visione d’intenti comune. Due giovani artisti bresciani, Manuel Gardina e Zen Zero, che danno vita alla doppia personale alla Galleria SPECCHIO41 di Brescia. Titolo? MAVERICK, termine usato dai cowboy per indicare i giovani capi di bestiame, quelli senza marchi di riconoscimento.

La mostra, curata da Pietro Bazzoli, è un primo capitolo di un percorso (diviso in due) che indaga elementi come materia e colore. Alle opere di Zen Zero è dedicata la prima stanza dello spazio-laboratorio creativo bresciano. L’artista si occupa di indagare la concentrazione della materia accostando elementi naturali a tratti pittorici creando un continuo scambio. L’oggetto di Zero risulta, quindi, come frutto dell’azione della natura e di conseguenza carico di peculiarità che lo rendono esteticamente “bello”. Sceglie l’ardesia, una roccia metamorfica di origine sedimentaria, da cui riesce a trarne delle valenze simboliche che sintetizzano la sua visione artistica, esplicitata da un accostamento di simboli vari.

La seconda sala è dedicata Manuel Gardina. La luce è il suo elemento pittorico fondamentale. Il colore delle sue tele cambia, si trasforma e va a creare un intreccio di segni andando a superare i confini dello spazio. In Gardina, reduce anche da un’importante esperienza come street-artist, vi è un totale abbandono dell’immagine, il figurativo viene meno rispetto alle sfumature e schizzi incontrollati che si caricano di un’importante valenza simbolica.

 

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