MAVERICK

SPECCHIO41 prende vita dall'unione d'intenti di due giovani artisti bresciani, Manuel Gardina (Brescia, 1990) e Zen Zero (Brescia, 1994), che si sono trovati a condividere lo stesso spazio in via Elia Capriolo 41, laboratorio creativo e studio nel cuore del Carmine, a Brescia.

Lo spazio si affaccia su via Elia Capriolo, all'angolo con via Marsala, e le ampie vetrate permettono a chiunque di osservare in diretta il lavoro dei due artisti.

Obiettivo primario è organizzare periodicamente mostre che si differenzino di volta in volta, accogliendo artisti di qualsiasi genere: non solo pittura, ma anche performance, scultura e fotografia.

LA MOSTRA

L'inaugurazione del 6 dicembre 2018 (ore 18.00) si apre con una mostra dal titolo "Maverick", a cura di Pietro Bazzoli (Brescia, 1991), che espone opere recenti dei due artisti; una doppia personale che è al contempo punto di arrivo e partenza della loro esperienza artistica.

È il primo capitolo di un percorso che si propone di indagare i diversi processi della produzione artistica dei due artisti bresciani, rispettivamente impegnati su elementi come materia e colore.

- Il lavoro di ricerca di Zen Zero si sviluppa attraverso la concezione della materia, accostando elementi naturali a tratti pittorici in un continuo scambio. Si tratta di una poetica che guarda all'oggetto come risultante dell'azione della Natura e, quindi, carico di peculiarità - quali bilanciamento, spessore, segno - che lo rendono bello in modo assoluto. Zen Zero usa spesso l'ardesia, pietra da cui riesce a trarre valenze simboliche che rielabora in pittura: è dal dialogo esistente tra ciò che è offerto all'uomo dalla Natura e il tratto restituito tramite il suo segno sulla tavola che nascono le sue opere, un vero e proprio accostamento di simboli.

- Per Manuel Gardina, invece, l'elemento fondamentale è la luce: il colore utilizzato nelle sue tele muta, si trasforma, creando un godibile intreccio di segni. Egli rielabora in modo consapevole la sua esperienza da street artist, abbandonando l'immagine: il figurativo passa in secondo piano, mentre si caricano di significati profondi gli elementi inosservati, come schizzi e sfumature incontrollate. Sono quest'ultimi che, rielaborati internamente dall'artista, trovano una giusta collocazione all'interno delle sue opere, riqualificazione attenta di ciò che comunemente passa in secondo piano.